Questa scena è stata tagliata dal capitolo 11 “Complicazioni”.
Volàno
Entrai in palestra barcollante, con la testa vuota. Fluttuai fino allo spogliatoio, cambiandomi in uno stato di trance, solo vagamente consapevole che c’erano altre persone intorno a me. Non misi completamente a fuoco la realtà finché non mi ritrovai una racchetta tra le mani. Non era pesante, ma la maneggiavo con molta poca sicurezza. Vedevo alcuni degli altri ragazzi guardarmi furtivi. Il Professor Clapp ci ordinò di formare le coppie.
Grazie al cielo, un pò del vecchio istinto cavalleresco di Mike era sopravvissuto: si posizionò al mio fianco.
“Ti va di stare in squadra insieme?” chiese allegramente.
“Grazie, Mike – non sei costretto a farlo, lo sai.” Feci una smorfia.
“Non ti preoccupare, ti starò lontano,” sorrise. A volte era così facile voler bene a Mike.
Non andò liscia. Cercai di restare lontana da Mike così poteva tenere in volo la pallina, ma il Professor Clapp si avvicinò e ordinò a Mike di restare sul suo lato del campo così avrei potuto partecipare. Restò a guardare per rafforzare le sue parole.
Con un sospiro, mi posizionai in un’area più centrale del campo, tenendo la racchetta avanti, sempre con cautela. La ragazza dell’altra squadra sogghignò maliziosa servendo il volano – dovevo averla colpita durante la lezione di basket – scagliandolo a pochi passi dalla rete, direttamente verso di me. Balzai poco elegantemente in avanti, dirigendo il colpo verso la pallina di gomma, ma dimenticai di tener conto della rete. La racchetta rimbalzò sulla rete con forza sorprendente, sgusciando via dalla mia mano, e sbattendo sulla mia fornte prima di colpire Mike sulle spalle mentre si precipitava avanti per prendere il volano che avevo completamente mancato.
Il Professor Clapp tossì, o mascherò una risata.
“Scusa, Newton,” biascicò, allontanandosi lentamente così che avremmo potuto tornare alle nostre meno pericolose posizioni iniziali.
“Stai bene?” chiese Mike massaggiandosi la spalla, così come io mi strofinavo la fronte.
“Sì, tu?” chiesi umilmente, recuperando la mia arma.
“Penso che ce la farò.” Ruotò il braccio, assicurandosi di avere ancora piena capacità di movimento.
“Resterò qui dietro.” Camminai nell’angolo più lontano del campo, tenendo attentamente la racchetta dietro la schiena.

“Se con la mia vita o con la morte ti potrò proteggere, io lo farò”. Aragon
draco: ha un sacco di effetti speciali vero? (la firebolt) peccato che non abbia un paracadute, nel caso in cui si avvicini un dissenatore
harry:peccato nn ti possa spuntare un braccio in più Malfoy cosi forse...ce la faresti a prendere il boccino
«Un anello per trovarli, un anello per domarli, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli»Ma finalmente capiva quello che Silente aveva cercato di dirgli. Era, si disse, la differenza fra l'essere trascinato nell'arena ad affrontare una battaglia mortale e scendere nell'arena a testa alta. Forse qualcuno avrebbe detto che non era una gran scelta, ma Silente sapeva -e lo so anch'io- pensò Harry con uno slancio di feroce orgoglio -e lo sapevano anche i miei genitori- che c'era tutta la differenza del mondo"